mercoledì 31 dicembre 2025

L'anno nuovo

 


L'anno nuovo

Sonno sonnaio
ecco gennaio:
gennaio è l'anno nuovo,
la gallinella gli ha fatto l'uovo.
Apri la porta che possa entrare,
l'anno nuovo si vuol scaldare.
Dentro casa non c'è fuoco,
ci scalderemo con gioco,
là fuori c'è la neve,
cosa si mangia? Cosa si beve?
Pazienta una settimana
che ritorna la Befana.

I.Drago

Preghiera per il nuovo anno


 

Non ti fidare


 

Addio anno vecchio


 

Ho voglia di riposare


 

Buon ANNO ☆ a tutti quanti

☆ Buon ANNO ☆ a tutti quanti ☆ vicini o distanti.
Buon ANNO davvero a tutti
ai belli e ai brutti.
Buon ANNO a chi è buono
e sa cosa è il perdono.
Buon ANNO SERENO
di SALUTE pieno.
Buon ANNO agli amici
sentitevi FELICI.
Buon ANNO ai parenti
siate tutti CONTENTI.
Buon ANNO anche ai ministri
che ci han resi tutti tristi.
Buon ANNO a tutto il MONDO
guardiamoci intorno
con gli occhi dell'AMORE
e che a tutti scaldi il CUORE.
BUON 2026
Lucia ☆

Un Augurio con le 5 S

 


In spiaggia il tuo cane non ci può stare

"In spiaggia il tuo cane non ci può stare, fa casino ed alza la sabbia". "In pullman il tuo cane non ci può stare, perde pelo ed è vietato". "Eh no. La casa non si affitta per chi possiede cani" Quanti No.

Però quando deve salvare tuo padre, tuo figlio o tua moglie dispersi sulla neve, in mare o sotto le macerie di un terremoto, il cane c'è. Sempre.
Ogni anno i cani nel mondo salvano qualcosa come 90.000 persone.
Adoro il Cane perché dimentica il male ricevuto.
Adoro il Cane perché perdona sempre.

Perchè si dice notte di San Silvestro?

 

La notte di Capodanno o meglio, la vigilia di Capodanno è chiamata notte di San Silvestro.
Perché si chiama proprio in questo modo?
Il giorno 31 dicembre è una data dedicata proprio al santo, nonché Papa Silvestro, il 33° vescovo della città di Roma. San Silvestro quindi è il traghettatore, colui che guida e trasporta le anime e le persone, verso il Nuovo Anno. Il Papa Silvestro comunque è stato un personaggio importante nella storia della cristianità, in quanto è sotto il suo pontificato che la Roma pagana lasciò il posto a quella cristiana, pur conservando alcuni riti e cerimonie.
Il 31 dicembre del 335 è stato proprio il giorno della morte del Papa Silvestro.

E’ curioso ricordare che, fino al 1700, le città festeggiavano il Capodanno quando più gli era consono, per motivi interni di politica e cancelleria.  A Venezia si festeggiava il 1 marzo, a Firenze il 25, a Parigi si cominciava a contare l’anno dalla Pasqua. Nel medioevo comunque il 1 Gennaio veniva riconosciuto come il giorno della Circoncisione di Gesù Cristo.

Sembra un'eternità


 

martedì 30 dicembre 2025

Capo d'Anno

 


A ciascuno il suo destino

 Se al ciel' ogni fior'

Chiede un raggio di sol'
Per offrir' al di che nasce il cuor'
È questo il sogno suo di dir:
Questo è il suo destin'
 
Se sboccia in un cuor' una tenera canzon'
Per svelare a un altro cuor' l'amor'
È questo il sogno suo desir'
È il suo desir'
 
Il mio canto d'amor' fiorisce
Perché tu sola lo fai palpitar'
E come un bel fior' profuma perché
Il cuor' te lo vuol' donar'
 
L'amor' sboccerà come un fiore d'April'
Per portarmi la felicità
Il mio destin' hai fatto tu
Amo sempre più

Soprattutto siate sempre capaci

 


Mario Valdemarin

 

 

Mario Valdemarin
(Romans d'Isonzo30 dicembre 1926 – Roma12 dicembre 2023)
è stato un attore italiano, attivo principalmente in teatro, nel cinema e in televisione fra gli anni cinquanta e gli anni novanta. Fu anche un noto interprete di fotoromanziDa giovane con amici studenti si occupò di teatro e di cinema: spettacoli di prosa e film-documentari in 16mm. Prima della sua affermazione artistica ebbe una certa notorietà come campione nella trasmissione televisiva di Mike Bongiorno Lascia o raddoppia?. Debuttò come attore al Politeama Rossetti, storica sede del Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, con I giorni della vita di William Saroyan con la regia di Franco Enriquez. Per il cinema fu interprete di film di genere (peplumb-movie, storici, thriller). Apparve in diversi sceneggiati televisivi degli anni sessanta e settanta. In teatro lavorò in molte rappresentazioni storiche messe in scena dal Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler, come ad esempio, da Carlo GoldoniLe baruffe chiozzotte e Arlecchino servitore di due padroni. Sempre per il Piccolo Teatro fu interprete, nel 1988, di Come tu mi vuoi, di Luigi Pirandello. Fra gli altri suoi lavori per il teatro figurano: Lisistrata di AristofaneSpettri di Henrik IbsenMorte di un commesso viaggiatore di Arthur MillerLa fiaccola sotto il moggio di Gabriele D'Annunzio (regia di Giancarlo Cobelli), Il racconto d'inverno di William ShakespeareMandragola di Niccolò MachiavelliVeglia la mia casa, angelo da Tom Wolfe (regia di Luchino Visconti) e Un amore a Roma di Ercole Patti.È stato anche attivo come doppiatore per la C.S.D. Cooperativa Sonora Doppiaggio. E'morto poco prima di compiere 97 anni, per complicazioni da Covid.

Saluto all'anno vecchio

Tac...Tac... vecchio stanco ;
quanto gelo , quanto bianco
su pei tetti, per la via!...
Che propizio il ciel ti sia.

Quanta neve sul sentiero!...
dorme e posa il mondo intero.
Ma tu vai...o vecchio anno;
mi fa pena il tuo malanno.

Cip ...cip...su pel tetto
ti saluta il passeretto;
sulla groppa hai la bisaccia,
mille rughe sulla faccia.

Io ti guardo bianco nonno,
nella notte del mio sonno,
e ti mando mille auguri:
Tac...tac...tu non ti curi?...

"Uf...uf...quanta pena
mi comprime sulla schiena!
il saluto dei bambini
mi conforta, poverini!..."

Libro del 1957.

Raccolta di poesie raccolta di  Padre M. da Cerqueto



Nuovo Anno

 


Troppo spesso sottovalutiamo

 


Lui è chi ha cantato Cristo in croce



Lui è chi ha cantato Cristo in croce e ha dato i dieci comandamenti al commento di Tito, uno dei ladroni appesi.

Lui ha messo in musica un prigioniero che non voleva respirare la stessa aria dei secondini.
Lui cantava con voce di pozzo l'amore dei giorni perduti a rincorrere il vento.
Lui è chi ha tradotto Leonard Cohen, Georges Brassens, Bob Dylan in quell'impossibile, perfetta versione di "Avventura a Durango", capolavoro di trasferimento da una lingua a un'altra.
Lui è chi ha scritto che a morire di maggio ci vuole troppo coraggio, ha dato musica alla cattiva strada, ha squagliato la cioccolata dei dialetti, il genovese, il sardo, il napoletano dentro le ballate.
Lui è chi è stato legato a un palo dell'Hotel Supramonte dove ha visto la neve sopra un corpo di donna amato, addolcito di fame e ha ascoltato i racconti dei banditi e ha conosciuto una loro cura che nessun detenuto di questo Paese ha provato.
Lui è chi ha perdonato con gratitudine.
Lui è chi ha visto al collo di Teresa una lametta vecchia di cent'anni, lui sa che il dolore di Franziska taglia più di un coltello di Spagna. E sa il bosco dove Sally arrivò con il tamburello e sa il bisturi che corregge il sesso di Princesa, e la ragazza che si versa un cucchiaio di mimosa nell'imbuto di un polsino slacciato.
Lui è chi ha dato cantico ai drogati perché chiedessero: "e chi, chi sarà mai / il buttafuori del sole / chi lo spinge ogni giorno / sulla scena alla prime ore".
Lui è chi ha suonato i pensieri dei suicidi, il nasone di Carlo Martello, le fregole di un vecchio professore e la più concreta offerta di un paradiso, in vendita a via del Campo.
Lui è chi ha messo un giudice nelle mani esageratamente affettuose di un gorilla e ha lasciato che un pescatore sfamasse un assassino, e tacesse ai carabinieri.
Lui è chi cantò le lapidi di Spoon River dove Jones il suonatore mai rivolse pensiero al denaro, all'amore, al cielo.
Lui è chi ha voluto bene ai cuccioli del maggio che poi avrebbero azzannato i garretti dei potenti e avrebbero stabilito il record di carcere di una generazione italiana. Invano avvertiva gli altri: "per quanto voi vi crediate assolti / siete lo stesso coinvolti". Invano, perché gli altri si sono sempre assolti, da soli e definitivamente. Coinvolti restano solo lui, i caduti e i prigionieri senza fine. Sì, è stato il più grande, non solo per iscritto e in canto, ma per carattere, per dirittura d'urto contro la macchina luccicante di successo e carriera.
Lui solfeggiava con gli sconfitti, sbriciolava il loro pane ai passeri.
Dopo di lui la specie dei selvatici si è estinta. C'è il gran bazar degli ammansiti.
Non l'ho nominato, solo enumerato. Chi ha bisogno di guardare il suo nome, ha perso tempo a leggere fin qua.
[Erri De Luca]

lunedì 29 dicembre 2025

Con gli Angioli

Con gli Angioli

Erano in fiore i lillà e l'ulivelle;
ella cuciva l'abito di sposa;

nè l'aria ancora aprìa i bocci di stelle,
nè s'era chiusa foglia di mimosa;

quand'ella rise; rise, o rondinelle
nere, improvvisa: ma con chì? di cosa?

rise, così, con gli angioli; con quelle
nuvole d'oro, nuvole di rosa.

Giovanni Pascoli.

Saluto all’anno

 


Saluto all’anno

Anno vecchio addio, addio,
ti saluto raramente:
porta via il tuo fardello,
non lasciare proprio niente.

Metti tutto dentro il sacco:
ogni bizza, ogni bugia,
metti dentro ogni difetto;
non lasciarlo per la via.

Anno nuovo benvenuto!
Quante cose voglio fare!
Voglio essere un campione:
un campion da presentare.

Un campione della scuola,
un campione a casa mia.
Farti lieto, babbo caro,
farti lieta, mamma mia!

Il Signore benedica
questa dolce mia promessa
e vi dia felicità
per… la tanta mia bontà!

Anno Nuovo


Anno Nuovo

_Anno, che rechi tu?
_Le eterne cose.
Tenebre e luce, amore e poi dolore;
qualche lieve sorriso e poi dolore;
per ognuno che nasce uno che muore;
neve d'inverno e a primavera rose.
_Anno che mi consigli?
_Ecco l'aurora.
Getta ogni tua menzogna, ogni tuo torto.
Fa' che il dolore altrui per te non sia
la gioia: in esso il tuo dolore oblia.
Spazza la neve che t'ingombra l'orto;
e a primavera poi le rose odora.

Pietro Mastri

Vladka Meed



Vladka Meed, nata Feigele Peltel, coniugata Miedzyrzecki 
(
Varsavia29 dic. 1921 – Paradise Valley21 nov. 2012),

è stata una partigianascrittrice e superstite dell'Olocausto polacca naturalizzata statunitense, membro della resistenza ebraica durante la seconda guerra mondiale, famosa per aver contrabbandato della dinamite all'interno del ghetto di Varsavia e per aver anche aiutato dei bambini ebrei a fuggire. Feigele nacque a Praga, un distretto di Varsavia, da Hanna Peltel (nata Antosiewicz) e Shlomo Peltel. Sua madre gestiva un negozio di merceria, mentre suo padre lavorava in una fabbrica di pelletteria. Aveva una sorella, Henia, e un fratello, Chaim, entrambi minori di lei. Pur avendo studiato alla Yiddish Folkshul, una scuola laica dove le materie venivano insegnate principalmente in yiddish, parlava fluentemente il polacco grazie alla sorella Henia che aveva frequentato una scuola pubblica polacca.  14 anni si unì all'Unione Generale dei Lavoratori Ebrei, comunemente noto come Bund, mentre nel 1942 divenne un membro del movimento di resistenza denominato Żydowska Organizacja Bojowa. La madre, il fratello e la sorella di Vladka vennero uccisi nel campo di sterminio di Treblinka, mentre lei venne risparmiata perché lavorava in una fabbrica tedesca e riuscì a convincere i nazisti mostrando loro dei documenti che lo attestassero. Vladka e il suo futuro marito, Benjamin Meed (nato Benyomin Miedzyrzecki), finsero di essere ariani e contribuirono ad organizzare la rivolta del ghetto di Varsavia. I due si sposarono nel 1945 e sopravvissero sia all'Olocausto che alla seconda guerra mondiale; l'anno successivo emigrarono negli Stati Uniti a bordo della Marine Flasher. La coppia ebbe poi due figli, Steven e Anna, entrambi divenuti medici. Nel 1952 ottenne la cittadinanza statunitense cambiando ufficialmente il suo nome in Vladka Meed.Nel 1963, Vladka Meed e suo marito fondarono la Warsaw Ghetto Resistance Organization (WAGRO), mentre nel 1983 crearono l'American Gathering of Jewish Holocaust Survivors. Nel 1981 Vladka contribuì anche all'organizzazione del World Gathering of Jewish Holocaust Survivors, tenutosi a Gerusalemme. Il libro di Vladka Meed, On Both Sides of the Wall, venne originariamente pubblicato in yiddish nel 1948 e costituiva un resoconto di prima mano sulle sue esperienze in tempo di guerra. Il libro venne poi tradotto in inglese nel 1972 (con una prefazione di Elie Wiesel) e successivamente in tedescopolacco e giapponese. Pubblicò anche degli articoli sul quotidiano The Forward.  Per quasi 20 anni organizzò numerosi viaggi estivi per insegnanti, istruendoli sull'Olocausto e sulla storia ebraica di Varsavia. Secondo il suo necrologio pubblicato dal New York Times, contribuì anche alla sceneggiatura del film televisivo La rivolta del 2001. Meed morì di Alzheimer nella casa di sua figlia, sita a Paradise Valley, in Arizona, il 21 novembre 2012 all'età di 90 anni. Nel corso della sua vita Meed ricevette diversi premi, uno nel 1973 da parte della Warsaw Ghetto Resistance Organization, poi il Premio Morim della Jewish Teachers' Association nel 1989, il Premio Hadassah Henrietta Szold nel 1993 ed infine il Premio Elie Wiesel Remembrance nel 1995. Ricevette inoltre una laurea honoris causa dall'Hebrew Union College-Jewish Institute of Religion e dall'Università Bar Ilan.

Ricordando il percorso di Giuseppe, Maria e Gesù

Ricordando il percorso di Giuseppe, Maria e Gesù sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto a causa delle minacce di Erode, una famiglia costretta a farsi profuga, il Pontefice ha sottolineato come “quasi ogni giorno la televisione e i giornali” diano notizie di profughi “che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca - ha detto - di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie”.

Web

Ciao Giovannino sei stato un Amico per più di 15 anni.

Ciao Giovannino sei stato un Amico per più di 15 anni.

Adesso sei in pace ♥ Ti abbiamo trovato tanti anni fa eri solo pelo e ossa e tutto sanguinante. Sei diventato il gatto più bello che ci potesse essere.
Ad Anisia e Matteo ho detto che sei voluto andare tra le stelle e loro sanno che quando si muore in cielo si accende una stella in più. Mi hanno chiesto se stasera ti potevano vedere ...ho risposto loro che ci vogliono un po' di giorni e mi domandano come mai sei voluto andare? Ho risposto che eri molto stanco e volevi riposare su una nuvola. Grazie Caro Amico per aver fatto un po' di strada con me
Lucia♥.

Dio ti Ama!!!

Dio ti Ama!!!

Un uomo aveva sempre il cielo dell'anima coperto di nere nubi. Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all'amore di Dio. Un giorno mentre errava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi scuri dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav'uomo dagli occhi limpidi. Si accorse che lo sconosciuto aveva l'aria particolarmente disperata e gli chiese:
"Che cosa ti turba tanto, amico?".
"Mi sento immensamente solo".
"Anch'io sono solo, eppure non sono triste".
"Forse perché Dio ti fa compagnia..."
"Hai indovinato".
"Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al suo amore. Com'è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com'è possibile che ami me?".
"Vedi laggiù quel villaggio?", gli chiese il pastore, "Vedi le finestre di ogni casa?".
"Vedo tutto questo".
"Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra".
Brano senza Autore.

Si cresce..si cambia

 


Abbandonati a me

  


Abbandonati a me ancora un pò è ancora presto
Resta accanto a me ancora un pò
La luna e le stelle
ruberò per te e ne farò perle
Perché se hai paura
paura di morire, paura di perderti paura della resa
Non pensare, non respirare
non lottare, Impara a restare qui
E allora abbandonati a me ancora un pò
e fermerò il tempo per noi
Ma adesso avvicinati a me prima che
ti svegli il vento e inizi un altro giorno
Non aver paura, paura di morire paura di perderti,
paura della resa Come un fiume verso il mare
un fiume in piena  sei
Ma impara a restare qui
E inizi un altro giorno.
non c'è l'autore 
Questa frase è il verso iniziale di una nota poesia di Gabriele D'Annunzio intitolata "Stringiti a me", pubblicata originariamente nel 1900. Non si tratta di una canzone popolare del periodo 1900-1950, ma di un testo poetico spesso musicato o recitato. 

Non esiste la mancanza