sabato 31 maggio 2025

Ho tutto quello che desideravo da adolescente



Ho tutto quello che desideravo da adolescente, solo 60 anni dopo. Non devo andare a scuola o lavorare. Ricevo una paghetta ogni mese. Ho il mio appartamento. Non ho coprifuoco. Possiedo la patente e la mia auto. Le persone che frequento non hanno paura di rimanere incinte e io non ho l'acne. La vita è fantastica. Ho modificato il clacson della mia auto con suoni di spari. Ora le persone si spostano molto più velocemente. I giorni in cui le ragazze cucinavano come le loro mamme sono finiti. Ora bevono come i loro padri. Oggi non sono riuscito ad andare in palestra. È il quinto anno di fila. Ho deciso di smettere di chiamare il bagno "John" e l'ho ribattezzato "Jim". Mi sento molto meglio dicendo che sono andato al Jim stamattina. La vecchiaia è arrivata in un momento sbagliato. Quando ero bambino pensavo che l'"ora del pisolino" fosse una punizione. Ora sembra una piccola vacanza. La bugia più grande che mi dico è: "Non ho bisogno di scriverlo, me lo ricorderò". Non ho i capelli grigi... Ho "momenti di saggezza"! Sono solo molto saggio. Se Dio avesse voluto che mi toccassi i piedi, li avrebbe messi sulle ginocchia. L'anno scorso mi sono iscritto a un gruppo di supporto per procrastinatori. Non ci siamo ancora incontrati. Perché devo premere uno per l'inglese quando mi trasferisci a qualcuno che comunque non capisco? Certo che parlo da solo. A volte ho bisogno di consigli da un esperto. Alla mia età, "essere fortunato" significa entrare in una stanza e ricordare perché ci sono entrato. Avrei altri amici a cui inviare questo, ma al momento non riesco a ricordare i loro nomi. Ora, mi chiedo... Te l'ho mandato io, o me l'hai mandato tu?

Nonno, che cosa sono?


 

31maggio – Giornata mondiale senza tabacco.


Nel mondo, oltre 37 milioni di ragazzi tra i 13 e i 15 anni fanno uso di tabacco. Anche in Italia, sempre più giovani iniziano presto, tra sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.
Oggi il tabacco si presenta con colori vivaci, gusti dolci e odori piacevoli: strategie studiate per sembrare innocue, ma i rischi per la salute restano.
Non lasciarti influenzare. Non fumare e aiuta i più giovani a fare lo stesso.

FRASE DEL GIORNO

 


FRASE DEL GIORNO

Vivere rimane un’arte che ognuno deve imparare,
e che nessuno può insegnare.
(Havelock Ellis)

PENSIERO DEL MATTINO
Nella vita, nella società, nel mondo vi sono tante cose belle ma
anche tante cose brutte. Bisogna gioire di quelle belle ed
accettare quelle brutte. Il bello esiste in quanto esiste il brutto...
Se non esistesse il brutto non esisterebbe neppure il bello.
Perché è il brutto l'elemento di contrasto del bello. Se si elimina
il brutto si eliminerebbe anche il bello.
(Omar Falworth)

PROVERBI
Chi molto parla e poco intende,
per asino si vende

AFORISMA
Un politico guarda alle elezioni.
Uno statista guarda alla prossima generazione.

Ogni uomo e ogni donna



Ogni uomo e ogni donna sono in connessione con l'energia che molti chiamano amore, ma che in realtà è la materia prima con cui è stato creato l'universo. Questa energia non può essere manipolata è essa che ci guida dolcemente, è in essa che si concentra tutto il nostro apprendistato per la vita. Se tentiamo di indirizzarla verso obiettivi scelti da noi, finiamo in balia della disperazione, della frustrazione, dell'illusione perché essa è libera e selvaggia. Ci potrà accadere di passare il resto della vita dicendo che amiamo una certa persona o una certa cosa, mentre in realtà staremo solo soffrendo perché, invece di accettare la sua forza, tentiamo di smorzarla per farla rientrare nel modo in cui immaginiamo di vivere. Per questo, è importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che ti restituiscano qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei. Continuiamo a crescere, a mutare la nostra forma, ci confrontiamo con alcune debolezze che devono essere corrette, non sempre scegliamo la soluzione migliore... eppure, nonostante tutto, andiamo avanti, sforzandoci di procedere eretti, in modo corretto, cosicché ci sia possibile onorare non le pareti, né le porte o le finestre, ma lo spazio vuoto che esiste dentro, lo spazio in cui adoriamo e veneriamo ciò che abbiamo di più caro e importante. L'amore è una forza selvaggia. Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi. Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto, porto su di me le cicatrici come fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù.

Paulo Coelho

Latif era il mendicante


Latif era il mendicante più povero della regione, ogni notte dormiva nell’androne di una casa diversa. Eppure, Latif era considerato l’uomo più saggio del villaggio.

Una mattina, il re apparve nella piazza e, passando, inciampò in Latif. I suoi sudditi gli parlarono di lui.
Divertito, il re si avvicinò al mendicante e disse:
Se rispondi a una mia domanda, ti darò questa moneta d’oro.
Qual è la tua domanda?
Il re, sentendosi sfidato, gli pose una questione che da giorni lo angosciava senza trovare una soluzione. La risposta di Latif fu giusta e creativa.
Il re, sorpreso, lasciò la moneta ai piedi del mendicante.
Il giorno dopo il re tornò con un’altra domanda, e ancora una volta Latif rispose con prontezza e saggezza.
Latif, ho bisogno di te - gli disse il re. - Ti prego, vieni a palazzo e diventa il mio consigliere. Ti prometto che non ti mancherà nulla.
Latif accettò la proposta, e nelle settimane successive le domande del re divennero sempre più frequenti. Questo però scatenò la gelosia di tutti i cortigiani.
Un giorno, gli altri consiglieri chiesero un’udienza al re e gli dissero:
Il tuo amico Latif, come lo chiami tu, sta complottando per rovesciarti.
Non può essere, non ci credo - disse il re.
Puoi verificarlo con i tuoi occhi.
Il re, deluso e amareggiato, decise di accertarsi. Quella sera, alle cinque, si nascose in una rampa di scale e vide Latif avvicinarsi a una porta. Guardandosi intorno, aprì con una chiave appesa al collo ed entrò furtivamente nella stanza.
L’hai visto? - esclamarono i cortigiani.
Insieme alla sua guardia personale, il re bussò alla porta.
Chi è? - chiese Latif dall’interno.
Sono io, il re - rispose il sovrano. - Aprimi!
Latif aprì la porta.
All’interno non c’era nessuno, solo Latif. Nessuna porta segreta, nessuna finestra nascosta, nessun mobile per nascondersi. Solo un piatto di legno consunto, un bastone da viandante in un angolo e una tunica logora appesa a un gancio al centro della stanza.
Stai complottando contro di me, Latif?
Come puoi pensarlo, maestà? - rispose Latif. - Per quale motivo lo farei?
Allora perché vieni qui ogni giorno in segreto? Cosa cerchi in questo tugurio se non incontri nessuno?
Latif sorrise, si avvicinò alla tunica e la accarezzò. Poi disse al re:
Sei mesi fa, quando arrivai nel tuo castello, tutto ciò che possedevo era questa tunica, questo piatto e questo bastone. Ora mi sento così a mio agio nei vestiti che indosso, nel letto in cui dormo, così lusingato dal rispetto che ricevo e affascinato dal potere che deriva dal mio posto al tuo fianco... che vengo qui ogni giorno per ricordarmi una cosa sola: non dimenticare mai CHI SONO E DA DOVE VENGO.

Che dici quando saremo grandi


 

La gente vive per anni e anni

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice.
Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, non sei né triste né felice.
Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando.
Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
Alessandro Baricco

venerdì 30 maggio 2025

Per la fine dell'anno scolastico



Finito è l'anno: corriamo, amici,
Alla letizia de' prati ameni;
Godiamo il riso dei dì sereni.
Grazie al Signor!
Dolce è il riposo dopo il lavor.
Siano i sollazzi savi e gentili,
Nè si dimentichi di quanto affetto,
Di quante cure noi fummo oggetto:
Facciam che ognor
Da noi la scuola riceva onor
Godiamo amici! Ma il tempo vola;
Per poco ancora sarem fanciulli.
Tristo chi vive solo ai trastulli!
Nè campi ancor
Vedremo il frutto dov'era il fior.
Cari parenti, città natia,
Diletta Italia, patria d'eroi.
Giuriam di farci degni di voi,
Finchè abbia il cor
Senso di vita, fiamma d'amor.

Ulisse Poggi

Antologia Poetica 1876


L'amor fraterno

Sia nostra casa
Di pace e di regno,
D'amor reciproco,
Di carità.
Fra noi non abiti
Invidia o sdegno,
Ma fratellevole
Dolce amistà.
Anche de' lieti
Nostri trasulli
Si sappia placidi
Sempre goder:
Perchè beati
Son quei fanciulli
Che uniti avviansi
Pel bel sentier.
Vedi gli agnelli
Come scherzosi
Insiem saltellano
Sul verde pian:
Vedi gli augelli
Come amorosi
Insiem su gli alberi
Cantando van:
Sol perchè docili
Noi li veggiamo
A una scambievole
Legge d'amor.
Sarem felici
Se l'imitiamo,
Insiem stringendoci
In un sol cor.

Faustina Bonarroti

Buonanotte Amici ★

Domani Maggio ci lascia. ܔ* *★

Comunque Giugno è un'altro mese bellissimo prima del grande caldo (si spera). Adesso dormiamo già con le finestre un po aperte e così la luna filtra in camera e ci culla facendoci sognare e diventare anche un po' romantici.
Dormite bene★♥ ܔ* *★ 。
Lucia★🐞ܔ*

Antologia poetica 1876

La rosa, il giglio,
La violetta
Sempre t'alletta,
O gioventù.
Ma presto il fiore
Languisce e cade,
Nè alle rugiade
S'avviva più.
Il fior divino,
Che sempre olezza,
E' la purezza
Della virtù.

Clarina Bernabò Silorata

Il fanciullo bene educato




Sii gentile, sii garbato,
dice sempre mamma mia;
Un fanciul bene educato
non commette inciviltà.
Schiva attento ogni sconcezza,
usa a tutti cortesia;
Sa che vera gentilezza
non è altro che bontà.
Si tien linda la persona,
come dentro l'alma pura:
Un sorriso, un bacio dona
come pegno d'amistà.
Ama, e intender gli fa amore
l'altrui gioia o la sventura,
e si mostra lieto in core,
o commosso da pietà.
Servir tutti, ove il consenta
debil man, non gli rincresce;
Ricchi e poveri rammenta
esser figli del Signor.
Ah si! questi è il fanciulletto
caro a gli altri, caro a Dio:
Sia con molti, sia soletto,
parli al servo o al genitor.
Sua bontà sempre è l'istessa!
Così dice mamma, ed io,
come in tacita promessa,
me l'abbraccio e stringo al cor.

Felicita Morandi.

Felicita Morandi


è stata una scrittrice e educatrice italiana.

Durante le scuole elementari, prima al Collegio Bianconi di Monza e poi al Collegio Morand di Milano, ha difficoltà nel seguire la rigida disciplina e non ottiene risultati soddisfacenti, come racconta lei stessa nei Ricordi postumi. Si dedica alla lettura delle opere di autori quali Alessandro ManzoniTommaso Grossi e Cesare Cantù, e al giornale Il Crepuscolo. Nel 1848, durante la Primavera dei popoli, partecipa al movimento delle donne di Varese a favore dei soldati. Trasferitasi a Milano, inizia la sua attività letteraria dapprima traducendo articoli dal francese e, in un secondo momento, dedicandosi alla poesia, incoraggiata da Ippolito Nievo e Arnaldo Fusinato. Nel 1857, inizia a pubblicare con lo pseudonimo «una lombarda». A partire dal 1860, anno in cui si trasferisce a Parma, il suo impegno abbraccia anche la sfera politica e sociale, organizzando corsi di formazione professionale e di istruzione magistrale a favore di orfani e a sostegno dell'emancipazione femminile dell'epoca. La sua attività si svolge a cavallo tra il 1862 ed il 1865, anni in cui assume la direzione di diversi istituzioni femminili, raggiungendo l'apice a partire dall'ottobre 1865 presso l'Orfanotrofio delle Stelline di Milano.

Muore nel 1906 e viene sepolta nel Cimitero monumentale di Giubiano, a Varese.

Leda o la cattiva fanciulla

 

Leda bellissima, ricca fanciulla,
Ha il brutto vizio di non far nulla;
S'annoia a leggere, stizzisce a scrivere,
Sbadiglia al cembalo, cucir non sa;
Nemmen le bambole non la trastullano;
Ma sempre dondola di qua e di là.
Intanto rapido come un mulino
Gira e fantastica quel cervellino;
Ed or si gloria  di sua ricchezza,
Or pavoneggiasi di sua beltà;
E vecchi e poveri ghignando sprezza,
Sgrida i domestici senza pietà.
Pur questo zucchero di signorina
E' tutta l'idolo della mammina;
Le pare un angiolo di molto spirito,
Fin troppo spirito per quell'età.
Lasciamo correre! l'è tanto giovane...
Da se medesima la si farà.
Infatti l'ozio colla mattana
Le insegna un vizio per settimana;
Finta, caparbia, ghiotta, scortese,
Quel che desidera, guai se non l'ha!
Lasciate correre! che bell'arnese
Con tanto spirito crescendo va!

Luigi Sailer

Nessuno va in paradiso

 Nessuno va in paradiso con gli occhi asciutti.

Thomas Adam.

30 maggio Santa Giovanna d 'Arco 🙏

Vergine
Domrémy, Francia, 1412 circa - Rouen, Francia, 30 maggio 1431
Patronato: Francia, Radiofonisti, Telegrafisti
Etimologia: Giovanna = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico
Emblema: Corona d’oro, Gigli, Spada
Santa Giovanna d’Arco, celeberrima patriota francese, fu in un primo tempo arsa viva sul rogo e non molti anni dopo, nel 1456, riabilitata dalla Santa Sede. Il suo ruolo fu decisivo nel risollevare il morale francese nel corso della guerra dei Cento Anni e certamente avrebbe meritato una sorte migliore, rifiutata dai suoi stessi compatrioti ed ifine giustiziata sotto pressione inglese. Fu indubbiamente una grande patriota francese, perita di morte violenta, ma non una “martire” in senso cristiano, cioè uccisa non in odio alla sua fede, quanto piuttosto per motivi politici. Indubbi furono il suo immenso coraggio e la sua grande determinazione. Nata da una famiglia contadina, imparò a cucire e filare, ma non a leggere e scrivere. Ebbe un’infanzia tutto sommato felice, anche se turbata dal pericolo dell’invasione lorenese e dalla Guerra dei Cento Anni. Nel frattempo Giovanna, allora quattordicenne, dal 1426 iniziò a udire delle misteriose voci celesti accompagnate da bagliori di luce e due anni dopo proprio in tal modo fu invitata a presentarsi volontariamente alle autorità militari allo scopo di “salvare la Francia”. Orléans era in stato d’assedio e le sorti della nazione parevano incerte. Nel 1429 Giovanna riconobbe a Chinon il Delfino, nonostante questi si fosse mascherato fra i suoi cortigiani, ed ottenne un colloquio segreto con lui, riuscendo a guadagnarne la stima. Venne tuttavia condotta a Poitiers per sottoporla all’esame da parte di teologi circa la sua fede ed i suoi costumi, ma poiché non fu scorta in lei alcuna ombra, al Delfino venne dunque consigliato di sfruttare al meglio i carismi della ragazza. Giovanna chiese che delle truppe fossero messe a sua disposizione per liberare Orléans e, vestitasi di un’armatura bianca, cavalcò alla loro testa con uno stendardo recante i nomi di Gesù e Maria. In effetti la spedizione militare ebbe successo ed Orléans fu liberata: ciò dipese indubbiamente dall’intervento della “pulzella”, che seppe risollevare il morale francese e far percepire a tutti l’aiuto divino. L’entusiasmo popolare crebbe ancora in seguito ad altre vittorie, sino alla liberazione di Reims, ove Carlo VII poté essere incoronato con accanto Giovanna ed il suo stendardo. Forti opposizioni si levarono però ben presto dal mondo maschilista. Ben presto emersero gli effetti di questa avversione nei suoi confronti: rimasta ferita durante un fallito attacco a Parigi, il suo carisma fu ridimensionato e, quando mesi dopo ella liberò Compiègne, il ponte levatoio fu sollevato prima che Giovanna potesse mettersi in salvo. Catturata dai borgognoni, il re di Francia non fece alcuno sforzo per ottenere il suo rilascio e dunque il 21 novembre 1430 venne venduta agli inglesi. Questi, desiderando che la giovane fosse condannata quale ribelle o eretica, la sottoposero ad un interrogatorio incrociato da un tribunale presieduto dal vescovo di Beauvais. Furono esaminati le “voci” misteriose che ella udiva, l’uso di abiti maschili, la sua fede e la sua volontà di sottomissione alla Chiesa. Il processo terminò con una “rozza e sleale ricapitolazione dei fatti”, in cui i giudici giudicarono diaboliche le rivelazioni da lei ricevute e l’università di Parigi la denunciò duramente. In parte, anche se non ci è chiaro in quale misura, convinsero Giovanna a ritrattare le sue posizioni, ma poi tornò ad indossare gli abiti maschili, divenuti ormai provocatori non traddandosi più di protezioni per la guerra, e confermò di aver esclusivamente agito per mandato di Dio stesso, che grazie alle “voci” le aveva affidato tale missione. I giudici, accogliendo anche le istanze del vescovo, condannarono infine Giovanna d’Arco quale eretica recidiva ed il 30 maggio 1431, non ancora ventenne, venne arsa via sul rogo nella piazza del mercato di Rouen. Il suo comportamento fu esemplare sino alla fine: richiese che un domenicano tenesse elevata una croce ed alla morì atrocemente invocando il nome di Gesù. Le sue ceneri furono gettate nella Senna, onde evitare una venerazione popolare nei loro confronti. Un funzionario reale inglese ebbe a commentare circa l’accaduto: “Siamo perduti, abbiamo messo al rogo una santa”. Una ventina di anni dopo, sua madre ed i due fratelli si appellarono alla Santa Sede affinchè il caso di Giovanna fosse riaperto. Papa Callisto III nel 1456 riabilitò l’eroina francese, annullando l’iniquo verdetto del vescovo francese. Ciò costituì una premessa essenziale ber giungere alla sua definitiva glorificazione terrena: nel 1910 San Pio X beatificò Giovanna d’Arco ed infine nel 1920 Benedetto XV la proclamò “santa”. Il suo culto fu particolarmente incentivato in Francia durante i momenti di particolare crisi in campo militare, sino ad essere proclamata patrona della nazione. Anche in Inghilterra la sua fugura è stata rivalutata ed una sua statua è stata posta nella cattedrale di Winchester. Giovanna d’Arco non fu altro che una semplice ragazza di campagna, che seppe adempiere fedelmente la vocazione ricevuta tramite le rivelazioni attribuite a San Michele Arcangelo, Santa Margherita di Antiochia e Santa Caterina d’Alessandria. Seppur possa sembrare una vicenda incredibile, è impressionante la mole di documenti raccolti dalla Santa Sede grazie alla quale si rendette postuma giustizia alla giovane innocente vittima.
Autore: Fabio Arduino

giovedì 29 maggio 2025

Buona serata e buonanotte⭐️🐞

E, domani... un'alba nuova.
L'aspetteremo fiduciosi.
Costruiremo il nostro futuro
nutrendolo di speranza.
Cadremo e ci rialzeremo.
Soffriremo e gioiremo.
Di ogni cosa,
ringrazieremo la vita.
(Web)

Se ti dicono che qualcuno parla male di te


“Se ti dicono che qualcuno parla male di te, invece di difenderti dalle critiche che ti vengono riportate, rispondi: “Sicuramente non mi conosce bene ed ignora gli altri miei difetti, perché altrimenti non avrebbe parlato solo di questi”.

Epitteto.

Marchino

Marchino piange a lavargli la faccia
perchè dice che l’acqua è troppo ghiaccia.
Se gli vien detto: «Lavati le mani»,
risponde sempre: «Aspettiamo domani».
A parlargli soltanto di sapone,
scappa più che a parlargli di veleno.
La sua nonna lo chiama un capo ameno,
e noi lo chiameremo… un sudicione.

 Renato Fucini

La chioccia

 

La Chioccia
S'incontrano sull'aia
la chioccia e la tacchina,
si fermano per fare
una chiaccheratina:
-Buon dì, signora chioccia:
stan bene i suoi pulcini ?
-Sì, grazie ,stanno bene,
ma sono birichini .
- Davvero? Non parrebbe,
son tanto graziosini!
-Eh, sì, ma se sapesse
come son litighini!
-Non stanno in pace mai
quei dieci fratellini!
I grandi rincorrono,
spaventano i piccini.
Son dieci birbantelli!
Son dieci malandrini!
Però mi lasci dire,
cara tacchina mia,
sono i più bei pulcini
di questa fattoria !
E.G. Camillucci.

Eugenia Graziani Camillucci

Eugenia Graziani Camillucci nacque a Vittorio Veneto ( Treviso) nel 1873. Conseguita la licenza magistrale si dedicò all'insegnamento e nelle ore serali insegnava agli adulti analfabeti. L'esordio come scrittrice avvenne nel 1913 dedicando il libro al figlioletto (Quel che racconto al mio piccino di tre anni) Scrittrice di testi di scuola e di racconti per ragazzi del nel 1921 diede alle stampe il suo racconto più famoso " La cara Cerchia". Scrittrice prolifica scrisse fino alla morte che la colse nel 1963

PENSIERO DEL MATTINO

 

PENSIERO DEL MATTINO

Ogni mattina, guardando per la prima volta il giorno,
hai la scelta di dire: “Buongiorno, Dio”
oppure “Buon Dio, ma è giorno”.
(Wayne Walter Dyer)

FRASE DEL GIORNO
Quanto è dura la vita di colui che
chiede l'amore e riceve la passione!
(Kahlilk Gibran)

PROVERBIO
Ognun misura i dolori suoi
con la bilancia del gioielliere,
quelli degli altri
colla stadera del mugnaio

Dobbiamo imparare

 


Primavera


 

Mi scuso con i carabinieri🥰🐞

 


Nulla è per sempre

Le cose sono destinate a passare, perché nulla è per sempre. Questa è la verità che spesso ci sfugge, presi dalla fretta o dal desiderio di afferrare ciò che scivola via. Ma proprio perché tutto è temporaneo, ogni istante diventa prezioso. Ogni sorriso, ogni abbraccio, ogni respiro è un dono da assaporare.

web🐞

mercoledì 28 maggio 2025

Per quando sarò grande 1945


<<Nuvoletta, dove vai?>>
<<O piccino, non lo so.
Dove spira il vento andrò
nè sostar potrò giammai.
Ma del ben farà sicuro
l'acqua ch'io versando vo.
Quest'è solo quel ch'io so,
del restante non mi curo.

B. Nadier

 

Per quando sarò grande 1945


Coccocò!...Che c'è di nuovo?
La gallina che fa l'uovo.
Coccodè. S'alza ad un tratto...
Cosa c'è?...l'ovetto è fatto!
Coccocò!...E ora si sa,
la chioccina coverà.
Tic,tic,tic!...Che c'è di nuovo?
Qualcun picchia entro quell'uovo.
Tic,tic,tic!...Un colpo secco!
Guarda, guarda...spunta il becco!
Tic,tic,tic!... si fende un guscio...
Chi è, mio io, che spinge all'uscio?
Tac!..un altro bel colpetto...
E_Buon dì, signor Galletto.

Giovanni Aicard

Piccolo nido

 


Piccolo nido lì sotto la gronda
sei stanco, è vero?
Stanco d'aspettare?
Oh! tra poco la rondine gioconda
ripasserà per te, tutto quel mare!
La neve, il vento, il freddo, la bufera
non t'han guastato: sotto il tetto fido
verrà la rondinella bianca e nera..
Un altro poco ancor, piccolo nido!

 
Zietta Liù

L’uccellino

L’uccellino quando imbruna
mette il capo sotto l’ala,
fa un batuffolo di piuma
e s’addorme sulla rama.
Ninna in su, ninna in giù.

Egli ha il vento che lo frulla,
tu la mamma che ti culla,
egli ha il vento che l’infrange,
tu la mamma che ti piange.
Ninna in su, ninna in giù.

Egli ha il vento che lo frulla,
tu la mamma che ti culla,
egli ha il vento che lo sfianca
tu la mamma che ti canta.
Ninna in su, ninna in giù.
 
E’ stato il vento
che ha buttato giù la canna,
bambino fai la nanna
che il babbo vuol dormir.

Dormi amore, amore, amor.


Giovanni Pascoli

Non è vera quella storia che raccogli quel che semini.

 


Seminare non serve a nulla se non predisponi anche un impianto di irrigazione, tieni lontani i parassiti, levi le erbacce, metti dei sostegni fino a quando le piante non saranno abbastanza forti per reggersi da sole.
Se non sei lì a tirarle su quando il vento le ha piegate a terra.
Non si raccoglie quel che si semina e basta, non è vero niente.
Raccogliamo solo ciò di cui ci prendiamo cura, sempre…
(Matteo Bussola)

Dedica per una persona cara che ci ha lasciato

 


PENSIERO DEL MATTINO

 


PENSIERO DEL MATTINO Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.
Versa un po' di bianco su tutto il nero del mondo
e un po' d'azzurro sul grigio delle nuvole
che offuscano il cielo della tua anima.
(Omar Falworth)
FRASE DEL GIORNO
Si è sempre cortesi
con coloro di cui non c'importa niente
(Oscar Wilde)
PROVERBIO
Un po' di vino lo stomaco assesta,
offende il troppo vino stomaco e testa
AFORISMA
I cavalli davanti mordono,
dietro scalciano e
nel mezzo sono scomodi.
[Ian Fleming]

Il mio "bambino" che firma il suo libro ♥

 





LUCIA 🐞 invece di Gisele 😊



Per quando sarò grande 1945

Mani grandi e mani piccine

Una mano piccina
sopra una grande mano
pare foglia di rosa
discesa piano poano.
Quando la mano grande
nasconde la piccina,
ridono assai contenti
il babbo e la bambina.

Maria Bartolini.

Nella festa della Mamma

Se è ver che tu leggi
nell'anima mia
siccome in un libro
che aperto a te sia,
non leggi, mammina,
che  a lettere d'oro
c'è scritto per sempre 
<<T'adoro! t'adoro>>!

Fausto Balbo 

martedì 27 maggio 2025

Preghiera


Ricordati di me, Gesù Bambino,
ricordati di me che son piccino.
Talvolta, è vero, son disubbidiente,
son cattivo alla scuola neglicente,
ma Ti prometto di non farlo più:
ricordati di me , Bambin Gesù.

Ettore Berni

Non esiste la mancanza