Liliano Frattini
(Varese, 3 febbraio 1934 – Roma, 7 giugno 2015)
è stato un giornalista italiano.
martedì 3 febbraio 2026
Liliano Frattini
Corri e non fermarti.
Corri e non fermarti.
lunedì 2 febbraio 2026
Sono stanca, Voglio novità.
Sono stanca, Voglio novità.
Voglio che quαlcosa mi trαvolgα!!
Eh ok, aspetta un attimo che cerco le chiavi della macchina.
domenica 1 febbraio 2026
Amor, se morta è la mia prima speme
Amor, se morta è la mia prima speme
Amor, se morta è la mia prima speme,
nel primo foco mio pur vivo ed ardo;
il desir ch'ebbi pria col primo sguardo
nei dì miei primi, avrò nell'ore estreme.
La vita e 'l bel pensier morranno insieme,
e tosto fia per l'un per l'altra tardo:
l'ultima piaga fece il primo dardo,
né più ben spera il cor, né più mal teme.
Ma se l'alma fedel languendo tace,
e per lei gridan mille aperte prove,
dàlle per lunga guerra or breve pace!
Non vuol che libertà mai più si trove
nel suo voler, ma che l'ardente face
s'intepidisca sì che 'l viver giove.
Vittoria Colonna
Antonio Michela Zucco
Antonio Michela Zucco
(San Giorgio Canavese, 1º febbraio 1815 – Quassolo, 24 dicembre 1886)
è stato un inventore italiano.
(Antonio Michela Zucco, "La Stenotélégraphie", Impr. Chaix, Paris 1884)
Furono eseguiti numerosissimi esperimenti tra Parigi (Ministère de Télégraphes), Orleans, Tour, Le Havre e varie altre città a distanza sempre maggiore. Gli "Annales Industrielles" del 4 aprile 1886 ne presentarono una meticolosa relazione. Le dimostrazioni ebbero tutte positivi e promettenti risultati, così le prove e gli esperimenti proseguirono. Un notevole passo avanti fu compiuto con l'applicazione di bande perforate e di trasmettitori automatici[1]. Due allievi del Michela, Luigi Saudino e particolarmente Giuseppe Vincenti idearono congegni più semplici di quello dell'ingegnere francese e progettarono lo steno-telegrafo. Ma la scoperta della radio nell'anno 1896 diminuì enormemente l'interesse verso questi esperimenti per fare del telegrafo un mezzo di comunicazione di impensabile velocità ed essi cessarono. La ricerca scientifica e tecnologica prese altre strade e questa, che sarebbe stata di enorme utilità anche parallelamente alla radio, venne abbandonata. L'inventore non ebbe la fortuna di assistere alla grandiosa invenzione della radio. Pur addolorato per la fine degli esperimenti con il telegrafo, chissà quali altri campi si sarebbero schiusi alla sua vivace intelligenza. Del suo continuo interessamento ai problemi matematici e geometrici ci restano purtroppo solo due relazioni su “Proprietà caratteristiche comuni alla periferia del circolo e al perimetro del quadrato equivalente” e soprattutto su “Proposta di un invariabile rapporto tra periferia e raggio, dimostrato con cinque teoremi”. Amava la musica e fondò la banda del suo Comune. Nel Museo Etnografico di S. Giorgio Canavese è esposta una pianola meccanica (spinetta a cilindri) fatta nel 1884 sul prototipo da lui costruito. Anche in questo caso l'interesse dello studioso si spingeva dagli studi speculativi alle applicazioni pratiche. Ritiratosi dall'insegnamento, lavorò intensamente al completamento del “Sistema fonografico universale a mano”, che con un numero limitatissimo di segni riusciva a scrivere manualmente qualunque parola in qualsiasi lingua. Il sistema fu pubblicato nel 1885 e illustrato dall'inventore alla Società Filotecnica Torinese (l'adozione di questo alfabeto universale fu allora molto caldeggiata anche presso il Ministero della Pubblica Istruzione e certamente sarebbe stata utilissima soprattutto per l'apprendimento delle lingue, riuscendo a registrarne l'esatta pronunzia. Gli studenti, ad esempio, sui dizionari italo-inglesi avrebbero trovato già, a fine Ottocento, la pronunzia precisa che solo da pochi anni ci si sforza di trascrivere con i più recenti metodi). Nel pieno dei suoi studi e delle sue realizzazioni, premiato dal Ministero della Pubblica Istruzione con la medaglia d'argento al merito scolastico e ricompensato dal Re con la nomina a Cavaliere dell'Ordine Mauriziano, morì il 24 dicembre 1886. Intanto la macchina Michela continuava a essere, presso il Senato, la testimone sicura e fedele della vita parlamentare italiana. Quando cominciò a operare, nell'infuocato clima politico del periodo compreso tra i governi Cairoli, Depretis, Crispi, registrò le discussioni sull'abolizione della tassa sul macinato, sulla legge speciale per Roma capitale, sulla legge elettorale, sulla legge relativa al lavoro dei fanciulli, sulla riforma universitaria. È interessante notare che nel primo gruppo di stenografi vi erano due donne, Anna Violetta e Luisa Gillio. E così, legislatura dopo legislatura, la storia d'Italia è passata sui tasti della Michela: il Regno, la I guerra mondiale, il fascismo, la II guerra mondiale, la Repubblica. In tutti quegli anni la macchina rimase invariata, essendo perfettamente idonea alle esigenze della attività parlamentare. A riprova del rilievo assunto negli anni dal sistema, anche a livello europeo, si osserva che una macchina Michela è stata esposta alla mostra permanente “Les grandes heures du Parlament”, realizzata a Parigi per iniziativa dell'Assemblée Nationale nello Château de Versailles. Gli stenografi del Senato hanno conseguito ai campionati di stenografia quattro titoli mondiali (1979, 1983, 1985, e 1995) e dal 1977 al 1996 tutti i titoli italiani. Nel corso degli ultimi decenni la Michela, pur continuando a basarsi sul meccanismi non troppo dissimili da quelli dei primi esemplari, ha adottato via via le più aggiornate tecnologie informatiche e il medesimo protocollo di comunicazione adottato dalle tastiere musicali (MIDI), fino a divenire uno dei più veloci sistemi di inserimento dati oggi esistente. Di recente il sistema è divenuto disponibile anche su piattaforme OpenSource.
Plover with Michela-MIDI, su YouTube.
1 febbraio 1945
* 1° febbraio 1945 - in Italia viene introdotto il suffragio universale con il quale per la prima volta viene dato il diritto di voto alle donne *
sabato 31 gennaio 2026
Cerco un segno tuo in tutte le altre
Cerco un segno tuo in tutte le altre,
nel brusco, ondeggiante fiume delle donne,
trecce, occhi appena sommersi,
piedi chiari che scivolano navigando nella schiuma.
D'improvviso mi sembra di scorger le tue unghie
oblunghe, fuggitive, nipoti di un ciliegio,
altra volta è la tua chioma che mi passa e mi sembra
di vedere ardere nell'acqua il tuo ritratto di fuoco.
Guardai, ma nessuna recava il tuo palpito,
la tua luce, la creta oscura che portasti dal bosco,
nessuna ebbe le tue minuscole orecchie.
Tu sei totale e breve, di tutte sei una,
così con te vo' percorrendo e amando
un ampio Mississippi d'estuario femminile.
Pablo Neruda
A volte succedono cose strane,
Il 17º Festival della canzone italiana
Il diciassettesimo Festival di Sanremo
Tornami al tempo, allor che lenta e sciolta
Maria Giacinta Drago
Maria Giacinta Drago
(Pegli, 31 gennaio 1774 – Genova, 8 agosto 1852)
è stata la madre di Giuseppe Mazzini.
Maria Drago nacque a Pegli (al tempo un comune autonomo), nell'allora Repubblica di Genova, da un'agiata famiglia borghese, figlia del mercante Giacomo Drago e di Geronima Bottino. Fin da giovane fu educata nei precetti del giansenismo, molto radicato in Liguria, che la resero una donna di saldi principi morali e di una forte religiosità. Il 25 settembre 1796 la giovane Maria, a 22 anni, si sposò con Giacomo Mazzini, medico originario di Chiavari, dal quale ebbe quattro figli, tre femmine e un maschio, ai quali trasmise tutta la sua esperienza morale e religiosa: la primogenita, Rosa, nata nel 1797, a 24 anni decise di ritirarsi in convento, morendo tre anni dopo; la secondogenita, Antonietta, sposatasi con Francesco Mussuccone, dovette allentare i legami con la madre per volere dei parenti del marito; Francesca, detta in famiglia "Chichina", nata nel 1808, di costituzione gracile e malaticcia, morì di tisi a neanche trent'anni. Ma fu al figlio terzogenito, Giuseppe Mazzini, nato nel 1805 e affettuosamente chiamato "Pippo", che Maria diede le sue maggiori attenzioni: infatti, a differenza del marito, approvò sempre la condotta del figlio e gli fu preziosa collaboratrice, supportandolo nelle difficoltà sia materialmente che emotivamente, attraverso l'invio di una fitta corrispondenza, che le fu di conforto durante l'esilio di Giuseppe, iniziato nel 1831. Dopo di allora, Maria Drago lo avrebbe rivisto solo nel 1848 a Milano, per pochi giorni, durante le vicende legate alle Cinque Giornate di Milano. Inoltre, dal 1833 fino alla morte, avvenuta l'8 agosto 1852 nella città natale, a 78 anni, trasformò la sua casa in un rifugio per ogni perseguitato politico. La sua tomba, accanto a quella del figlio, si trova nel Cimitero monumentale di Staglieno (Genova).
Vivi il presente con realismo.
Liliano Frattini
Liliano Frattini ( Varese , 3 febbraio 1934 – Roma , 7 giugno 2015 ) è stato un giornalista italiano . Nel 1998 lasciò il g...
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Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Ba...
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(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
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« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...

























