(Bologna, 9 settembre 1737 – Bologna, 4 dicembre 1798)
è stato un fisiologo, fisico e anatomista italiano.
È ricordato assieme ad Alessandro Volta
per gli studi pionieristici sull'elettricità.
Luigi Galvani, terziario francescano, si laureò in medicina e filosofia presso l'Università di Bologna nel 1759. Nel 1765 fu nominato professore di arti ostetriche presso l'Accademia delle Scienze, ricoprendone la carica di presidente sette anni dopo. Nel 1766 fu nominato Professore di anatomia. Nel 1791 pubblicò il De viribus electricitatis in motu musculari commentarius, in cui espose la teoria dell'elettricità animale, frutto di una lunga indagine sperimentale. Lavorando alla dissezione di rane in prossimità di macchine elettrostatiche cioè le relazioni tra elettricità e vita. Dopo anni di ricerche e scoperte, nel 1796 le truppe di Napoleone occuparono Bologna. Galvani rifiutò di giurare fedeltà alla Repubblica Cisalpina.
Ciò gli costò la perdita degli insegnamenti all'Università e
all'Istituto delle Scienze. Venne reintegrato come professore Emerito
solo dopo la morte avvenuta nel 1798. Luigi
Galvani è oggi ricordato come lo scopritore dell'elettricità biologica e
per diverse applicazioni dell'elettricità come la cella elettrochimica, il galvanometro e la galvanizzazione. Gli è stato dedicato un cratere lunare, Galvani, di 80 km di diametro; un asteroide, 10184 Galvani; e diverse vie in Italia. Galvani, a partire dal 1790,
condusse una serie di esperimenti per studiare la risposta a stimoli
elettrici di rane "opportunamente preparate". In una prima fase, si
trattò di osservare le contrazioni che subivano i muscoli della rana se
toccati direttamente dal conduttore di una macchina elettrostatica. Una
svolta importante si ebbe quando gli parve di notare che analoghe
contrazioni si manifestavano nel muscolo di una rana toccato da un
assistente con un conduttore scarico mentre, occasionalmente, un altro
assistente stava traendo una scintilla dal conduttore di una macchina
elettrostatica accostandovi un conduttore. Incuriosito dal fenomeno,
eseguì una serie di esperimenti che confermarono l'effetto. L'apparato
sperimentale usato da Galvani, che a prima vista appare lontanissimo
dall'idea che abbiamo di un moderno laboratorio, corrisponde in modo
puntuale ad un complesso trasmittente-ricevente di radiotelegrafia. Le
scariche ricavate dalla macchina, genericamente oscillanti, generavano
della radioonde, che, propagandosi, producevano correnti d'alta
frequenza in un filo che costituiva di fatto l'antenna del complesso
ricevente. I nervi crurali della rana fungevano da rivelatore, mentre la
graniglia di piombo fungeva da terra. L'interpretazione degli
esperimenti in questi termini è però recente. Prima degli studi teorici e
sperimentali sulle onde elettromagnetiche condotti da James Clerk Maxwell e Heinrich Rudolf Hertz
verso la fine dell'Ottocento, era impossibile che una tale
interpretazione potesse presentarsi alla mente di Galvani e di coloro
che ne furono informati. A
quell'epoca non era affatto dato per scontato che "l'elettricità
artificiale", quella prodotta e studiata nei laboratori, e
"l'elettricità atmosferica", quella che si manifestava nei fulmini,
avessero la stessa natura. "Dopo aver raggiunto le scoperte, da noi
finora esposte, intorno alla forza dell'elettricità artificiale nelle
contrazioni muscolari – scrisse Galvani – fu nostro vivo desiderio
indagare se la cosiddetta elettricità atmosferica producesse, oppure no,
i medesimi fenomeni: cioè se, seguendo i medesimi artifici, lo scoccare
dei fulmini eccitasse contrazioni muscolari, così come quelle della
scintilla." Egli eseguì allora alcuni esperimenti atti ad evidenziare
eventuali effetti. In un certo senso Galvani si era avvicinato alla verità, infatti oggi si sa che i tessuti viventi sono costituiti da cellule e ciascuna cellula ha una differenza di potenziale tra interno ed esterno della membrana. Questo potenziale è alla base della trasmissione dei segnali nervosi. Alessandro Volta, collega e occasionale avversario intellettuale di Galvani, propose il termine galvanismo. Gli studi di Galvani portarono a breve all'invenzione della pila, ma non da lui stesso, che riteneva l'elettricità inscindibile dall'organismo vivente. Fu invece Volta a costruire la pila (tuttora ricordata come pila voltaica). Egli, colpito dall'opera di Galvani, ne ripeté gli esperimenti all'Università di Pavia. Ben
presto, però, si arrivò a un'interpretazione nettamente diversa: La
rana, insomma, non sarebbe un serbatoio, ma solo un rivelatore di
elettricità. Si
aprì fra i due autori e alcuni loro collaboratori un dibattito con
conseguenti approfondimenti da parte dell'una e dell'altra scuola.
Questa controversia non rimase sterile e portò a breve termine a due
importanti scoperte di Volta: il potenziale di contatto prima e l'invenzione della pila poi (nel 1800). Compì poi un ultimo esperimento (considerato dal fisiologo tedesco Emil Du Bois-Reymond come l'esperimento fondamentale dell'elettrofisiologia), dove il contatto è realizzato solo tra i nervi crurali delle due cosce di rana, eliminando anche l'eterogeneità dei tessuti. Fu
proprio Du Bois Reymond, nel 1848, a riproporre l'attualità dell'opera
galvaniana, affermando che l'elettricità animale reclamava, a distanza
di mezzo secolo, il posto che le spettava. In Italia gli studi galvaniani furono ripresi, fra l'altro, da Leopoldo Nobili e Carlo Matteucci.
Nessun commento:
Posta un commento