Forse è la vita vera. Il carro dipinto, i cavalli selvatici docili, ebbri di vento, le belle figlie in cenci, la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri, la strada bianca del mondo. Io tornerò nella prigione potente dove comando e sono comandato: io sfrenerò di rabbia i miei puledri ideali sulla pista del sogno, a cuore morto, a stanca sera: e per l’amore mendicherò la mendicante mia a qualche buio di strada. Io pago la carne con mano che sembra chiedere anzi donare elemosina. E la mia vita è una rete di fogne dove altro non luce che l’occhio del sorcio. O Zingari, scoiatemi vivo, allo spiedo arrostitemi fra due tronchi di selva! Sono un poverissimo figlio di civili che adora la barbarie. Paolo Buzzi
sabato 15 febbraio 2020
Zingari
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